Raccontaci un po’ di te…

Sono Abruzzese, nata e cresciuta nella splendida Giulianova, a pochi passi dal mare.

Sin da piccola, una grande passione per i numeri, concretizzatasi prima negli studi superiori al liceo scientifico M. Curie di Giulianova, poi all’università con la scelta di ingegneria.

Nel tempo libero mi diletto a fare l’arbitro di tennis (anche agli Internazionali di Roma), amo viaggiare e sono Netflix addicted. Per tutto il resto…stay tuned!

Cosa ha guidato la scelta del tuo percorso universitario? 

Francesca Baldini

Dopo il liceo, da neo-maggiorenne quale ero, e come gran parte di tutti gli studenti miei coetanei, mi ritrovavo con le idee non molto chiare sul mio futuro; avevo in mente di studiare ingegneria data la mia passione per i numeri, ma quale??? E soprattutto, dove andare?

Credo che alla fine, il mio interesse verso la scienza e la medicina mi abbiano aiutata a trovare la soluzione: ho deciso infatti di intraprendere gli studi in ingegneria biomedica, ovviamente al Poli (Politecnico di Milano).

Perché “ovviamente” al Poli?

L’ingegneria biomedica è una disciplina relativamente giovane, la quale solo di recente ha iniziato a sollecitare l’interesse di molti per i suoi benefici e potenzialità.

Il fatto di scegliere di migrare al Politecnico di Milano è un po’ intrinseco all’indirizzo di studi; come appena detto, la materia è molto giovane, le strutture a disposizione non sono così tante come per le ingegnerie più affermate ed in Abruzzo non c’è ad oggi una facoltà di ingegneria biomedica.

A questo punto, essendo costretta a partire, ho scelto di frequentare la migliore università di ingegneria in Italia, e quindi sono andata a Milano. È stata una esperienza entusiasmante, formativa ed indimenticabile che mi sento di consigliare a tutti quei giovani che temono di allontanarsi da casa.

E dopo la laurea?

Dopo la laurea specialistica in Ingegneria, con focus su cellule e tessuti, ho iniziato a lavorare in Emilia Romagna, a Mirandola (provincia di Modena), nel secondo distretto biomedicale più importante al mondo. Lavoro per la multinazionale americana Medtronic, che a Mirandola è specializzata nella produzione di macchinari destinati al settore dell’emodialisi.

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Per ora sto bene a Mirandola, l’azienda mi piace e mi fa sentire valorizzata.

Non nascondo però di essere sempre alla ricerca di nuovi stimoli: in cantiere c’è l’idea di fare un’esperienza lavorativa all’ estero, magari rispolverare un po’ del tedesco studiato al liceo per andare in Germania.  

Il sogno ovviamente è quello di rientrare in Abruzzo, una regione fantastica e che porto sempre nel cuore!

Benvenuta nel RAW!

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